LA MANOVRA ECONOMICA DEL GOVERNO – SOLO TAGLI ALLA SCUOLA E AGLI ALTRI SERVIZI ESSENZIALI – SOLO PROMESSE SULLE PENSIONI

Scuola, la manovra taglia oltre 14 mila posti in tre anni – La denuncia della Flc: “La Legge di bilancio aggiunge nuove sforbiciate agli organici già decurtati lo scorso anno, nessuna risorsa per il rinnovo del contratto”.

La manovra taglia oltre 14 mila posti in tre anni e con la legge di bilancio aggiunge nuove sforbiciate agli organici già decurtati lo scorso anno e non aggiunge risorse per il rinnovo del contratto.

Oltre 14 mila posti in meno nella scuola statale in tre anni, nessuna risorsa per il rinnovo del contratto e nuovi finanziamenti alle scuole paritarie. È la denuncia di Gianna Fracassi, segretaria generale della Flc Cgil, che contesta le misure contenute nella Legge di Bilancio 2027 e conferma l’adesione allo sciopero generale del 20 novembre proclamato dalla Cgil per l’intero comparto Istruzione e Ricerca.

La manovra  aggiunge nuovi tagli agli organici già decurtati lo scorso anno. L’articolo 66, comma 5, prevede infatti la riduzione di altri 4.925 posti docenti e 2.049 di personale Ata a partire dall’anno scolastico 2027/28.

Numeri che si sommano ai 5.660 docenti e ai 2.174 Ata già tagliati nel 2025/26.

A essere particolarmente colpito è il personale Ata e soprattutto i collaboratori scolastici, che garantiscono apertura degli edifici, vigilanza, assistenza e pulizia. La riduzione degli organici rischia di compromettere servizi essenziali e di mettere a repentaglio la sicurezza e la sorveglianza degli alunni.

Per noi il calo demografico non può diventare una giustificazione per ridurre il personale; al contrario, può essere l’occasione per  migliorare la qualità dell’offerta formativa, aumentare il tempo scuola, diminuire il numero di alunni per classe e garantire una rete scolastica adeguata.

Contestiamo anche la scelta di prorogare, con l’articolo 104, il buono da 1.500 euro per le scuole paritarie, con uno stanziamento di 20 milioni per il 2027. Una misura che  si accompagna alla riduzione delle risorse e degli organici destinati alla scuola statale.

Un altra questione aperta è quella salariale. La Flc Cgil denuncia l’assenza nella legge di bilancio di risorse per il rinnovo del Ccnl Istruzione e Ricerca 2025-2027. L’inflazione continua a erodere il potere d’acquisto di stipendi già tra i più bassi d’Europa, mentre la detassazione del salario accessorio fino a 800 euro non può sostituire un rinnovo contrattuale e non riguarda neppure tutto il personale.

La Flc Cgil conferma la propria adesione allo sciopero generale del 20 novembre e si schiera al fianco della mobilitazione degli studenti per una scuola migliore e per il diritto a un futuro.

“Per queste ragioni, la Segretaria della Flc CGIL, Gianna Fracassi, afferma che la Flc sarà a fianco della grande mobilitazione degli studenti che con tenacia stanno pacificamente lottando per un futuro e una scuola migliore e conferma la propria adesione allo sciopero generale del 20 novembre proclamato dalla nostra Confederazione Cgil per l’intero comparto istruzione e ricerca. Non è più sostenibile lavorare senza contratto, senza organici e senza il rispetto che merita l’istruzione del nostro Paese.

IL LINK “SALARI SCUOLA” è un collegamento per un approfondimento sulla questione del salario e del rinnovo dei contratti elaborato dalla Flc Cgil Nazionale. Se ne consiglia la lettura.

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